Un Dio che ci ama trattandoci da figli! Quale gioia per un credente! Mai è esistita una religione che facesse di Dio un Padre: ciò dimostra che il Dio cristiano è un Dio vero, unico, irripetibile, che le altre religioni, ad eccezione di quella ebraica dalla quale proveniamo e della quale siamo complemento, non sono autentiche, sono solo filosofie, pensieri che non possono assurgere a credo religioso.
Gesù ci ha presentato il Padre Suo come nostro, non ci ha escluso da questo grande amore filiale, perchè gli uomini e le donne che credono sono famiglia di Dio. " Vado a prepararvi un posto" ha detto Gesù prima di salire al Cielo e questo ci fa capire come l'amore di Dio rassomigli ad una casa, dove c'è un desco accanto al fuoco del camino, una tavola imbandita dove a capo c'è Dio che ci benedice e ci accarezza. Ecco come immagino il Paradiso!
Altrimenti se così non fosse non si spiegherebbe il perchè della bella preghiera del Padre Nostro insegnataci da Gesù: nella Messa di solito viene recitata alzando le braccia in gesto di amore filiale verso Dio: è come se dicessimo " Abbà Padre aiutaci, non ci lasciare".
I bambini della mia parrocchia, S. Gaspare Del Bufalo, a Roma, la recitano tenendosi per mano, un modo bello e dolce tipico dell'infanzia che vuole presentarsi al papà come buona e ubbidiente.
In qualunque modo noi ci esprimiamo, diciamo sempre al Signore Iddio il nostro grazie per essere il Genitore per eccellenza, Colui che ci amerà sempre oltre i confini del tempo.
giovedì 24 aprile 2008
domenica 2 marzo 2008
AMARE I FIGLI COME DONO DI DIO

Troppo spesso dimentichiamo l'importanza e il ruolo di un figlio nella nostra vita e pensiamo di essere noi soli gli unici portatori d'amore per le nostre creature.
Ma i figli non sono nostra proprietà: noi siamo strumenti di Dio, come genitori, per dare loro la vita, l'amore, ma non per questo dobbiamo considerarli come persone soggette alla nostra volontà. Leggiamo spesso di " padri padroni", di madri possessive, senza pensare che l'unico a poter detenere l'esclusività della vita dei figli ( come della nostra) è Dio.
Dobbiamo lasciare liberi i nostri ragazzi di fare le loro scelte ( sempre in sintonia con la fede e i prinicipi cristiani) anche se non le condividiamo.
Molte famiglie si rattristano se un figlio o una figlia decide di prendere i voti: perchè rattristarsi, perchè addolorarsi? E' una gioia invece che ciò accada, perchè vuol dire che quella giovane creatura è stata toccata dal Signore.
Se Dio ha deciso di entrare nel cuore del ragazzo o della ragazza in modo così prepotente significa che essi sono stati un grande dono del Signore per i genitori. Amiamoli dunque i nostri ragazzi, qualunque scelta essi facciano, anche se può portarli lontano da noi per servire Dio da laici o da consacrati. Essi non potranno che ricavare del bene che ricolmerà anche noi di ogni grazia divina.
domenica 17 febbraio 2008
Il volto di un bambino

Non c'è nulla al mondo che possa donarci la pace al di fuori del sorriso di un bimbo. Nei suoi occhi non c'è l'amarezza per una vita vissuta nel compromesso, nel sotterfugio, nel cedimento, esiste invece la speranza nel futuro, in quell'amore che troppo spesso noi adulti perdiamo.
Gesù disse:" Lasciate che i piccoli vengano a me perchè di essi è il Regno dei Cieli": non senza motivo Egli disse queste parole, perchè ci abituassimo all'idea di un Dio che ci ama, che non ci condanna, ma che ci perdona. Un Dio che ci ha voluti come Figli, non come sudditi del Suo Regno.
E in un bambino che ci guarda con occhi sgranati, non possiamo non trovare il mistero dell'amore di Dio. Egli si è fatto bambino per venire tra noi, ha pianto e succhiato il latte di Maria come tanti bimbi al seno della propria madre. Per farci capire che la nostra vera vita non conosce tramonto, rimane sempre come quella dei bimbi innocenti che non conoscono la malizia del peccato.
Troppi bimbi tuttavia conoscono la violenza, la cattiveria sulla propria pelle, ma Dio fa sì che la loro innocenza spirituale rimanga inattaccata dal male subìto nel corpo. Egli ha voluto che ogni bimbo sia prediletto per il Suo cuore di Padre, nonostante ogni sopruso.
Diventiamo come bambini: il Regno di Dio si aprirà per noi.
lunedì 4 febbraio 2008
CAPIRE LA VITA


Cosa offre oggi il mondo per la vita? Nulla! L'uomo non la difende, anzi l'attacca, la schiaccia e se può la sopprime. La vita è un dono sublime del Creatore, l'unico dono veramente prezioso che ognuno di noi deve curare, amare, proteggere. La vita, come ha detto il S. Padre Benedetto XVI, deve essere custodita fin dal suo primo sorgere: infatti è da quel momento in poi che l'esistenza umana è destinata a svilupparsi! In ogni cosa, evento, situazione c'è sempre un inizio, e questo vale per la vita: essa non esplode all'improvviso nel mondo già fatta, ma ha bisogno di un iter formativo, nel grembo materno, attraverso il primo istante costituito da una minuscola cellula. Tale cellula è vita.
Perciò ogni cristiano è chiamato a proteggere ogni forma vivente, per rispetto di se stesso e soprattutto del Creatore, in quanto, grazie alla Sua misericordia, siamo stati resuscitati a vita nuova.
Il nostro Dio è un Dio di vita: per Lui vivere è importante, Egli ama la nostra vita in quanto essa è destinata all'eternità.
Perciò capiamo realmente cosa significa vivere, e facciamo della nostra vita un continuo canto di lode a Colui che ce l'ha donata.
venerdì 9 novembre 2007
Il profumo di Dio nella famiglia cristiana

Quando in una casa c'è armonia e fiducia tra i componenti, Dio vive in essa.
Sembra una frase scontata, ma oggi nella società " materialista" è molto raro veder tradurre in pratica queste parole. Innanzitutto i genitori debbono essere la boccetta che raccoglie le essenze profumate della Parola divina: se entrambe o una di loro si rompe, le essenze si perdono e anche il profumo svanisce.
E' quello che capita in caso di separazioni, purtroppo frequenti, che distruggono la famiglia senza scampo. E i figli? Senza i genitori presenti nella loro vita non potranno più odorare il sacro profumo dell'unità familiare, quell'unità che fece conoscere loro la presenza di Dio.
Perciò preghiamo affinchè questa piaga delle separazioni non dilaghi ancora di più, che nelle nostre case si respiri l'aria di Dio a pieni polmoni e che i figli non rimangano senza l'ossigeno della verità divina.
martedì 23 ottobre 2007
I figli, questi sconosciuti

Avere un figlio significa scoprire un mondo ogni giorno più nuovo ai nostri occhi. Spesso i nostri figli sono chiusi, non si aprono, e per i genitori essi rappresentano un universo sconosciuto, e ci resta difficile capire, fare nostro.
Molti genitori sopperiscono alle lacune instauratisi tra loro e i ragazzi cercando di diventare loro amici: niente di più errato! Un genitore è e rimane pur sempre l'adulto, colui che merita rispetto e onore ( 4° coman.Onora il padre e la madre), però non deve nel contempo approfittare di questo ruolo diciamo di " comando" per espletare un'educazione troppo rigida e improntata alla paura. DIALOGO: ecco la parola chiave che cancella ogni barriera, che supera l'ostacolo dell'incomprensione, del dubbio, della paura filiale. Gesù dialogava con i bambini, cercava di trarre da essi il seme buono da coltivare in modo da plasmare la loro futura vita di adulti, e così deve fare il genitore cristiano, stare accanto ai ragazzi condividendo le scelte, i timori, i gusti, ma con quel pizzico di genitorialità che non guasta. I figli troveranno in famiglia il proprio punto di riferimento, sapendo di poter contare su un padre e una madre che li amano, e i genitori, pur mantenendo il loro posto di rispetto, avranno la chance in più, quella cioè di poter formare con i propri ragazzi un solo mondo.
Famiglia, cuore pulsante di Dio

Il Signore Dio creò l'uomo e la donna a propria immagine e somiglianza: quante volte abbiamo letto queste parole della Genesi senza capirne a fondo il significato. Un significato tra l'altro molto semplice in quanto indica un amore forte e possente da parte del Creatore, un amore che non voleva rimanere fine a se stesso ma diffondersi il più possibile verso altre creature.
Ecco: la famiglia voluta da Dio nasce su queste premesse, sulla consapevolezza di essere il cuore di Dio che pulsa nella società odierna, dove si cerca a tutti i costi di minimizzarla e di renderla senza forza interiore, dove il demonio cerca di insinuarsi in essa per distruggerla come fece con quella dei nostri progenitori Adamo ed Eva. Perchè il diavolo sa che dove esiste amore, unione, esiste Dio e non può sopportare questa intimità tra il divino e l'umano, tentando disperatamente di rompere questo idillio. E se nella coppia non c'è fede, non c'è un amore responsabilmente voluto, se insomma quello che dovrebbe essere il cuore di Dio non batte nel modo giusto allora il diavolo ha via libera e compie ogni sorta di misfatto, lacerando e distruggendo ogni particella di vita coniugale. Ma se, viceversa, i coniugi hanno dentro di loro il sigillo di Dio e la corazza della fede nulla può separarli e il cuore che li ha uniti nel vincolo del matrimonio sarà legato per sempre al Signore, vivendo con Lui e per Lui.
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