martedì 20 gennaio 2009

Ecumenismo, ossia la Chiesa come famiglia per tutti i cristiani


Dal 18 al 25 gennaio la Chiesa celebra la settimana di preghiera per l'unità dei cristiani, in un momento particolare e complesso qual'è la situazione della fede cristiana nel mondo moderno.

Oggi si crede sempre meno al mondo spirituale e sempre di più a quello materiale: Dio è visto come palliativo per persone sfiduciate che cercano giustificazione ai propri fallimenti, mentre Egli è l'unica soluzione possibile, non alternativa, irrinunciabile e concreta. Senza Dio non si va avanti, perchè Lui è il tutto e noi niente.

La famiglia ecclesiale è vasta: confessioni cristiane di ogni tipo, dalla valdese alla luterana, dalla ortodossa alla metodista, una miriade di espressioni religiose tutte tendenti al riconoscimento della regalità di Cristo.

Presso la Parrocchia S. Gaspare Del Bufalo a Roma si è svolta nella serata di ieri 19 gennaio, una veglia ecumenica diocesana di preghiera alla presenza di rappresentanti dei vari culti cristiani.

Una cerimonia suggestiva che ha visto la processione in chiesa di queste autorità religiose, ospitate dal parroco Don Luciano Nobili, coadiuvato dal Coordinatore dei missionari del Prez.mo Sangue Don Giuseppe Montenegro, già parroco fino a pochi mesi fa della stessa parrocchia.

Il Vescovo Ausiliare della Diocesi di Roma S.E. Mons. Benedetto Tuzia ha aperto la preghiera: via via tutte le rappresentanze religiose hanno invocato il Signore per un'unità fattibile tra le chiese cristiane. Una grande croce di legno, portata spezzata in processione da alcuni giovani, come simbolo di una cristianità frammentata, è stata ricomposta e ai suoi piedi sono stati posti dei cestini contenenti foglietti su cui i fedeli presenti avevano scritto le proprie preghiere personali. Alla fine della celebrazione i cesti, uno per uno, sono stati consegnati ai religiosi affinchè le varie preghiere potessero essere oggetto di altrettante invocazioni a Dio per il loro accoglimento.

Una famiglia dunque, dove tutti si sentono utili alla sequela di Cristo, anche se con angolature diverse. Ciò che conta è vivere insieme l'esperienza della fede sotto la guida dell'unico vero Salvatore del mondo.

domenica 28 dicembre 2008

LA FESTA DELLA SANTA FAMIGLIA


Oggi 28 dicembre, la Chiesa festeggia la ricorrenza della S. Famiglia di Nazareth. Una famiglia particolare dalla quale è necessario che ogni cristiano attinga l'esempio e l'insegnamento per poter vivere alla luce della parola di Dio.

Maria e Giuseppe non hanno avuto una vita facile, ovunque sono andati durante l'infanzia di Gesù hanno dovuto subire difficoltà, ostacoli, soprusi e rinunce, ma niente ha scalfito la loro unione perchè appoggiata saldamente sulla Parola di Dio.

Oggi invece molte famiglie si sciolgono per un nonnulla, facendo dei figli il proprio caprio espiatorio per scaricare tensioni e astio. Non è così che si vive l'unione coniugale secondo il progetto di Dio: qualunque avversità, anche la più cruenta va affidata a Lui senza paura. Perchè Dio ama in modo viscerale la famiglia, avendo scelto questa immagine per apparire nel mondo. L'immagine dell'amore, dell'unità sponsale che conosce solo un tipo di gioia: quella di essere stata scelta dal Signore per portare ovunque l'esempio di una nuova tipologia di vita.

lunedì 8 dicembre 2008

Il vero Natale del cristiano


E' quello dove l'amore di Dio per il povero si manifesta attraverso di noi, è quello che fa di ognuno strumenti di pace di serenità.

Il cristiano accoglie il Dio Bambino tra le braccia spirituali del cuore, facendo di se stesso la culla ideale per il Re dei re.

Natale è questo e soltanto questo: la vera festa è la nostra salvezza che si compie! Alleluia!

venerdì 24 ottobre 2008

LA FAMIGLIA DI GESU' SIAMO NOI



Dal vangelo di Marco cap. 3, 31-35


"Giunsero sua madre e i suoi fratelli e, stando fuori, lo mandarono a chiamare. Tutto attorno era seduta la folla e gli dissero: «Ecco tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle sono fuori e ti cercano». Ma egli rispose loro: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Girando lo sguardo su quelli che gli stavano seduti attorno, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Chi compie la volontà di Dio, costui è mio fratello, sorella e madre».


Gesù ci fa capire che essere famiglia vuol dire unire la propria volontà a quella degli altri componenti. Ognuno di noi non può vivere nel proprio mondo senza uniformarsi a quella che è la "regola" di vita del gruppo a cui appartiene: un figlio non può prescindere dalla volontà paterna, ma, se vuole vivere con rettitudine, deve ascoltare gli insegnamenti di essa.


Certo, la società moderna ha portato la cosiddetta " contestazione giovanile", ma con quale risultato? Caos e difficoltà comunicative sia in famiglia che fuori, insofferenza per tutto ciò che è " legge", " disciplina", "autorità", fino a sfiorare in alcuni casi l'anarchia morale e civile.


Gesù ci dice che solo amando Dio con il cuore purificato dai tanti dubbi, ansie del mondo possiamo sconfiggere il male. Noi come figli apparteniamo al nostro Padre celeste e da Lui siamo amati pur coi nostri errori e coi nostri peccati. Amare Dio significa fare la Sua volontà come figli ubbidienti e sicuri di essere esauditi nelle preghiere perchè cerchiamo di fare del Vangelo il nostro specchio di vita.


lunedì 13 ottobre 2008

La Parola di Dio giorno e notte

E' l'esperienza vissuta a Roma presso la Basilica di S. Croce in Gerusalemme dove per sette giorni 24h su 24 è stata letta integralmente la Sacra Bibbia, dalla Genesi all'Apocalisse.
Gente comune, attori, cantanti, politici, alti prelati si sono dati il cambio nella lettura dei brani.
Il primo a leggere è stato Sua Santità Benedetto XVI e l'ultimo il Segretario di Stato Mons. Tarcisio Bertone. Molta folla, facendo anche lunghe file, ha assistito, in basilica e fuori, alla lettura, e l'evento ha suscitato un grande interesse verso il Libro dei Libri, tant'è che c'è stata una corsa all'acquisto del...best seller di tutti i tempi, del libro - verità che non conosce tramonto perchè poggia su una parola di vita che viene da Colui che è padrone di essa.

giovedì 21 agosto 2008

Gli ultimi saranno i primi


Gesù ci invita all'umiltà, perchè senza un cuore semplice come quello di un bimbo, non si potrà godere della gioia eterna.


Quando si vuole essere superiori agli altri, e questo accade purtroppo in molte famiglie, ogni scintilla diventa fuoco che divampa senza freni ed è difficile poterlo spegnere.


Gli ultimi saranno i primi, per Gesù: che vuol dire? Che tutti coloro che si sentono messi da parte, non considerati, vuoi per l'aspetto fisico, vuoi per il colore della pelle, vuoi per l'istruzione magari scarsa, saranno invece i primi nel cuore di Dio. E non è cosa da poco!


I bambini non hanno pretesa alcuna, quello che sono sono, non si mettono in mostra per sembrare diversi. Il loro pensiero è schietto, non riesce a mentire ed è per questo che Gesù li ama. " Se non ritornerete come bambini, il Regno dei Cieli sarà chiuso per voi" ha detto Gesù.


Sforziamoci dunque di togliere da dosso questa patina di falsità che spesso contraddistingue il nostro modo di fare e saremo ben accetti da tutti i fratelli, per i quali diventeremo un modello da seguire.

mercoledì 6 agosto 2008

Abbiate cura della vostra anima


Gesù ci raccomanda, sempre, ogni giorno, di custodire la nostra anima nel migliore dei modi, affinchè possiamo essere pronti a vivere con Lui le gioie del Cielo.
Troppo spesso ignoriamo questo importante invito che ci fa il Signore, perchè presi dall'egoismo e superficialità del nostro vivere quotidiano, non ci accorgiamo della Sua presenza.
Ai nostri figli, soprattutto quando sono piccoli, insegniamo tante cose: a vestirsi, a mettere in ordine la camera, a stare composti a tavola, a non parlare con la bocca piena, ecc. ma non ci curiamo dell'aspetto più importante della loro vita, quello spirituale, pensando che, forse sono troppo piccoli per capirlo. Al contrario! E' proprio ora che queste regole vanno loro impartite, perchè nella fragilità dell'infanzia possono essere assimilate con più facilità e messe in pratica. L'anima umana deve essere dunque allenata fin da giovane, deve esercitarsi nella palestra del Signore perchè possa vincere con successo le olimpiadi della vita e ottenere da Gesù la corona della eterna gloria, da godere con Lui per sempre